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''La sensazione della visione a lume di candela''
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 Per chi non si accorge della Luce solo quando viene a mancare.
“Per spegnere la candela occorre soffiare bene, se soffi più di una volta la fiamma sfugge e si contorce”. (Toti Scialoja)
Non si può spegnere la luce.
Chi ha spento la candela?
Nella maggior parte dei casi, coloro che al buio sfruttano il bagliore di luna per mettere in fila i passi, nel minor numero (è ormai accertato che gli occhi moderni soffrono di stanchezza cronica e pigrizia visiva) gli eletti, che non si accorgono della luce solo quando essa viene a mancare.
Questi che hanno adoperato la vista di Giorno possono permettersi di andare a tastoni di Notte, insomma ricercano alla luce della memoria che hanno delle cose illuminate.
Ma la vista in fondo ci interessa ben poco.
Noi siamo gente da visione e ci basta quella a lume di candela, avendo occhi viziati e mappati da una geografia di immagini che si fanno largo nella pellicola che ci scorre perennemente in testa. Siamo legati alla luce, ma mai nella misura in cui ci manca.
Meglio una cecità priva del nero, che una vista che ne ha paura.
Noi siamo quelli che non si fermano sull’ostacolo che interrompe inevitabilmente il percorso della luce, consapevoli che a fare capolino dietro l’ostacolo ci si guadagna sempre.
Siamo quelli che rispettano le ombre, sublime prodotto degli ostacoli, che gli riconoscono la possibilità di raccontarsi.
Alla luce del buio, amo pensare all’ombra come ciò che rimane legato alle cose al passaggio che la luce compie su di loro, e a volte è molto più onesta della fonte di partenza.
L’universo dei contorni, dei bordi che si lasciano riempire, delle oscure dinamiche in movimento, negativi invertiti del non colore, fanno della luce un’abile regista che partecipa ad una costante esistenza teatrale; perché la luce è in perenne ed instancabile dialogo con le sue ombre, lati forti della sua debolezza, è incline al confronto e non può mai escludere il suo interlocutore.
Come esprimere quindi la grazia di essere nella piena luce separandola dalle sue pause di riflessione o dalla nostra pausa di osservazione?
Nel momento dell’interruzione, tutto implode e si accende perché è lì che la nostra luce testa la sua intensità, la sua capacità di potenziare la visione.
La luce entra nella stanza in cui noi bisogna voler entrare da una porta che non ha serratura, ma non è un problema per chi come Noi è curioso per induzione.
E’ di natura democratica la luce, fa di piccole cose grandi ombre, può rimpicciolire le sagome dei giganti, e lo fa solo a seconda di quanto da lei prendiamo le distanze.
Di natura nobile l’animo che la contempla.
Mai lamentarsi del fiato corto, non farà mai il danno di spegnere una candela.
Catia Torrioli, scrittrice, regista e danzatrice per il Duncan Ballet
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WYSIWYG Educational 7-8-9 Aprile 2010
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6-8 Maggio 2010 Napoli MEDIEL & MEDILUCE
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 Sono molte le novità previste per il prossimo MEDIEL & MEDILUCE , la cui ottava edizione è prevista dal 6 all’8 maggio 2010 nei padiglioni della Mostra d'Oltremare di Napoli. Tutti gli “attori” della luce, i produttori, i progettisti e i giovani usciti dai corsi di Light Design saranno presenti all’evento, con ruoli diversi ma concatenati tra di loro.
Informazioni e programmi: Sistema Fiera srl
alessandra.fiore@nuovomediel.it Tel: 02 36570150 www.nuovomediel.it
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Per il 2011 abbiamo un progetto ambizioso
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